Il viaggiatore notturno

agosto 12, 2015 in Puntate e recensioni

puntata del 13 agosto 2015

un libro di Maurizio Maggiani,

Il romanzo inizia su una tomba. quella di père Foucault, un cumulo di pietre nel deserto. Un luogo di morte quindi. Lo stesso deserto, in fin dei conti, rappresenta ai nostri occhi la morte, ma così non è per il protagonista, che, accanto alla propria ricerca scientifica di irundologo, ne porta avanti una ben più personale.

Il deserto è il luogo principe, di apparente immensa solitudine, ma non è l’unico. È un luogo di primo acchito vuoto, che si riempie d’inaspettati dettagli durante il giorno e di pensieri con cui fare i conti quando cala il sole. L’Hoggar, che lui definisce “il buco del culo del mondo, questo è davvero il centro dell’Universo”. Un ambiente spietato, che impone a quanti lo contemplano di fare i conti con se stessi, con le proprie bugie e soprattutto con le proprie memorie: “Nonostante le lampade a cherosene accese un po’ ovunque, anche quella sera bastava alzare la testa perché le stelle venissero giù dal cielo a secchiate.”

Poi, vengono i Balcani, all’epoca del viaggio narrato a lampi di ricordo dal protagonista, terra di frontiera e di conflitto, luogo d’incontri tra popoli e storie talmente diverse tra loro da sembrare improbabili. Racconti di popoli la cui segretezza provoca uno stordimento pari a quello delle latitudini mancate; di terre rimaste nascoste dallo sguardo occidentale così a lungo che il mistero che le avvolge le fa sembrare simili a miraggi. Il massacro di Tuzla, i Bogumilli, la Kubacia.

Compagna inaspettata e sempre in attesa di essere scovata, la bellezza. È una continua ricerca di bellezza, in ogni sua forma, in ogni luogo, soprattutto in quelli dove non ci si aspetterebbe che fosse possibile. “Di recente ho saputo qualcosa in più circa la bellezza.” Anche se la frase forse più “bella”, suona così: “Io le tenevo il viso fra le mani e imparavo la bellezza.”

Infine, il viaggio, eterno vagabondare dell’essere umano pensante. L’uomo che cammina nel deserto con la bottiglia d’acqua vuota in mano, il leone che non è mai del tutto morto, la ragazza kubacia… sono tutti viaggiatori in cammino, verso una meta al lettore come al protagonista ancora ignota, ed inaccessibile.

 

Buona lettura!

Sandra Simonetti