A colpi di machete

agosto 26, 2015 in Puntate e recensioni

puntata del 27 agosto 2015

un libro di Jean Hatzfeld,

Un giornalista, una terra difficile, tante domande. Jean Hatzfeld aveva già scritto un libro sul Ruanda, raccontando il genocidio attraverso lo sguardo dei sopravvissuti. Decide ora di farlo tramite la voce dei colpevoli.

In questo coraggioso tentativo di comprensione che trova risposte immediate e resta orfana di un senso compiuto, i capitoli alternano la contestualizzazione dell’osservatore esterno al racconto che fa dei massacri un gruppo di amici trasformatisi in banda di feroci assassini. Fuggiti in Congo, dopo due anni nei campi profughi, tornano in patria e si ritrovano a condividere lo spazio angusto di una prigione sovraffollata, che lascia spazio alla malattia, ma forse troppo poco raccoglimento per rielaborare gli incubi.

Il primo sentimento che l’autore prova è la diffidenza, non tanto l’odio o il disgusto o la paura. E un po’ gli rimane lungo tutto il corso delle interviste, durante le quali viene spesso affiancato da un interprete locale, che nel 1994 ha perso la propria famiglia, con ogni probabilità per mano di chi ora si trova a rispondere in modo distaccato e puntuale alle domande del reporter.

Da questi incontri, emerge un quadro difficile da digerire, tracciato con pennellate precise di una memoria complessa, dai tratti contrastanti che fanno a colpi con la nostra concezione dell’umano, per non parlare con quella della razionalità e del perdono alle quali siamo abituati. Un libro colmo d’interrogativi, che non lascia spazio alle giustificazioni, ma che dalle voci dei responsabili cerca di ricavare un grido d’allarme per la società tutta, di qualsiasi Paese, di qualsiasi epoca.

 

Buona lettura e buon ascolto!

Sandra Simonetti