Trattato sulla tolleranza

settembre 2, 2015 in Puntate e recensioni

puntata del 3 settembre 2015

un libro di Voltaire,

Parlare di filosofia fa sempre piacere, di fanatismo un po’ meno. Leggere questo trattato e pensare che è stato dato alle stampe nella seconda metà del Settecento per poi aprire i quotidiani del 2015, è spesso sufficiente a fare cadere le braccia anche al più convinto degli ottimisti, e a fargli perdere il lume della ragione, è proprio il caso di dirlo.

Il contesto è molto importante per inquadrare un’opera di questo tipo, che si presenta come fortemente divulgativa e al contempo connessa ad un caso specifico: una morte che viene interpretata solo su base religiosa, per via del clima intollerante allora presente nella città di Tolosa e della reazione precipitata ed ingigantita della folla. A pagare con la vita un innocente, il padre della vittima, sottoposto ad una morte orribile.

Dall’evento scatenante, Voltaire prosegue prima per meridiani e paralleli e poi attraverso i secoli, andando ad indagare se l’intolleranza faciliti o meno il mantenimento dell’ordine e soprattutto se fanatismo e violenza siano intrinsechi alla natura della religione. I risultati di questa analisi, resa in termini vivaci proprio perché destinata al vasto pubblico, giunge alla conclusione che l’intolleranza genera altra violenza e che religione e fanatismo sono due cose tra loro slegate.

Ricordando l’importanza dello stato di diritto, della necessità di sovrani – oggi diremmo politici e giornalisti – illuminati, Voltaire usa 27 volte le parole “tolleranza” ed “intolleranza“, 13 “libertà” e “fanatismo“, come a volere mettere a confronto dei concetti tra loro antitetici, designando una strada ancora lunga da percorrere prima di giungere ad una società in cui seguire Cristo o chi per lui significhi divenire “martiri” (nel senso di testimoni), piuttosto che “boia”.

Il tutto, affiancato dalla celebre ed immensa battaglia contro le superstizioni.

 

Buona lettura e buon ascolto!

Sandra Simonetti