Le città invisibili

settembre 30, 2015 in Puntate e recensioni


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puntata del primo ottobre 2015

un libro di Italo Calvino,

Quanti sono gli elementi invisibili che si stendono tra periferie e centri, aggrappati ai fili delle dinamiche delle città? Marco Polo racconta davvero ciò che i suoi occhi hanno colto, oppure dice “solo” ciò che la sua mente ha voluto vedere tra le vie e le case e le piazze di luoghi di per sè tutti uguali? Nel dubbio, Kublai Kan presta ascolto alle sue parole, avvolto in sete preziose, circondato dai profumi di fiori esotici, l’imperatore giunge a dubitare di se stesso e del mondo che si sgretola ai suoi piedi, ma non smette di ascoltare i preziosi racconti dell’amico veneziano.

E Venezia? L’eterna assente delle peregrinazioni scritte / orali è in realtà l’onnipresente elemento dal quale il viaggiatore lentamente si distacca macinando polvere e chilometri, il punto di partenza sia geografico che intellettuale di ogni paragone.

Non di questo è fatta la città, ma di relazioni tra le misure del suo spazio e gli avvenimenti del suo passato“, si dice di Zaira, pensando a tutti gli agglomerati urbani – anche a quelli invisibili o sottili –  la cui identità non si fonda di fatto sulla concretezza dei loro elementi, quanto sulla relazione interna delle proprie dinamiche, declinate in modo diverso a seconda della natura della città. Mentre l’uomo langue al pensiero del passato e sembra sprecare il presente inventando futuri che concretizzino le sue ambizioni di perfezione ed onnipotenza.

Mentre i secoli non hanno smesso di scorrere come fine sabbia nella clessidra del mondo, Marco e Kublai sembrano non essersi mai stancati di condividere opinioni, a gesti e parole, ma soprattutto a colpi di emblemi: oggetti disposti su una fantomatica mappa a scacchiera per conferire un senso fisico alla visione delle città che erano, che sono e che desideriamo possano un giorno esistere.

Buon ascolto e buona lettura

Sandra Simonetti