La rondine fuggita dal paradiso

ottobre 14, 2015 in Puntate e recensioni

puntata del 15 ottobre 2015

un libro di Hyok Kang,

Hyok nasce in Corea del Nord, dove trascorre l’infanzia e la prima parte dell’adolescenza, prima di fuggire con i genitori dapprima in Cina, poi in Corea del Sud. Il suo racconto autobiografico rende con tono scanzonato i terribili avvenimenti di cui è stato testimone, dalla prima esecuzione capitale – vista all’età di 9 anni – alle punizioni corporali a scuola, passando attraverso i ricordi dei morti per fame durante la carestia degli anni Novanta.

Hyok racconta di uno dei Paesi più chiusi ed inaccessibili al mondo, pone l’accento sui fatti, ma anche sulla progressiva presa di coscienza del protagonista. Ragazzo dal carattere scapestrato e dalla fede incrollabile nel Grande Leader, Hyok inizia ad avere i primi dubbi quasi in sordina durante la carestia, per poi trovarsi come una rana fuori dal pozzo una volta attraversato al nuoto il confine:

“Mi sentivo come una rana tirata fuori dal pozzo da cui contemplava quel pezzo di cielo rotondo, delimitato dal parapetto, pensando che si trattasse del mondo intero. Ero passato dall’altro lato dello specchio.”

Messo di fronte ad una realtà totalmente diversa da quella che conosceva e che si aspettava di incontrare, il protagonista risulta indenne da ogni successivo indottrinamento:  una volta aperti gli occhi, li tiene decisamente ben aperti, denunciando con la sua prosa anche i problemi e le discriminazioni fortemente presenti in Corea del Sud.

Altro elemento bellissimo all’interno di questa storia di progressiva liberazione e di mancate libertà, il disegno. Se la rondine è usata come metafora del mendicante che la fame fa ciondolare per le strade del suo paese natale, una matita ed un pezzo di carta sono l’analogia della sua ricerca di trasfigurazione ed al contempo di rappresentazione della realtà.

 

Buona lettura e buon ascolto!

Sandra Simonetti