Quel che resta del giorno

novembre 4, 2015 in Puntate e recensioni

puntata del 5 Novembre 2015

un libro di Kazuo Ishiguro,

Cosa resta del giorno, della vita, quando ci si accorge di essere ormai al tramonto e di avere servito per 35 anni una causa sbagliata? La domanda fa da sfondo al viaggio che Mr Stevens, maggiordomo inglese in stile Downton Abbey, compie negli anni Cinquanta per andare a trovare Ms Kenton, ex governante nonché amore inconfessato che non vede da 20 anni.

Kazuo Ishiguro si muove con maestrìa e leggerezza tra i frammenti dei ricordi dei personaggi e narra la vicenda in prima persona, partendo dal presupposto – per nulla scontato – che tutti noi siamo potenzialmente dei leader ma nella maggior parte dei casi dei maggiordomi. Anche quando non serviamo direttamente una persona, serviamo la causa che il tale politico o idealista incarna ai nostri occhi. Allo stesso modo, Mr Stevens – alias Anthony Hopkins nella splendida trasposizione cinematografica di James Ivory – ambisce ad incarnare un alto livello di dignità professionale e per farlo sposa, di fatto, il proprio lavoro. Gli anni spesi a servire un lord inglese che si muove sulla scacchiera internazionale tra una guerra e l’altra per cercare la pace in Europa, lo convincono di avere raggiunto l’apice nella propria professione, nonché di essersi messo al servizio di un ideale più grande.

Il sogno s’infrange per gradi, a cominciare dalle accuse mosse durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale nei confronti del suo padrone, accuse di collaborazionismo in seguito all’essersi lasciato manipolare dal regime nazista. Il vecchio lord muore e Mr Stevens, come lo troviamo all’inizio del romanzo, lavora già da tre anni per il miliardario americano che ha acquistato la tenuta. il mondo è cambiato, lui è invecchiato e ne diviene gradualmente consapevole, quando riceve una lettera da Ms Kenton, missiva che lo spinge a mettersi in viaggio per andarla a trovare e a porsi domande sulla propria esistenza e sul timore di averla sprecata.

“Quel che resta del giorno” è uno splendido e al contempo crudele romanzo che ci pone di fronte ad un fatto altrettanto splendido ma semplice: è possibile ridare un senso alla vita quando ci si avvicina al capolinea? Una lunga riflessione su come guardare alla parte più bella della giornata: la sera.

Buona lettura e buon ascolto!

Sandra Simonetti