Perché essere felice quando puoi essere normale?

gennaio 6, 2016 in Puntate e recensioni

puntata del 7 Gennaio 2016,

un libro di Jeanette Winterson,

Di opere autobiografiche pullula ormai il panorama letterario; ben più raro invece trovare una scrittrice in grado di mettere a nudo i più scabrosi scheletri nell’armadio che hanno segnato la sua infanzia, adolescenza e condizionato la sua vita matura. Rimedio ad un presente di follia e ad un futuro che sembra destinato ad esser privo di stabilità emotiva, la scrittura viene ancora una volta in aiuto a questa splendida ed attenta lettrice: Jeanette Winterson ripercorre le tappe della propria vita, ben conscia del fatto che il tempo interiore, così come l’arte, esula dalla progressione lineare e ruota invece attorno a dei punti cardine del nostro vissuto.

La soglia ed il focolare. L’elemento liminare, le scale che portavano alla porta d’ingresso della casa di famiglia, sulle quali la protagonista si trovava spesso a passare la notte, chiusa fuori da una madre depressa, bigotta, pericolosa. Il focolare del calore della letteratura che ha poi salvato la stessa bambina, donandole il tepore che mancava nella casa dei genitori adottivi. Due elementi contrapposti sui quali si giocano queste 206 pagine (Oscar Mondadori), improntate ad un desiderio esasperato di fuga e di amore.

Religione ed omosessualità sono altre due tematiche importanti della narrazione, messe l’una contro l’altra unicamente per via della chiusura mentale della donna che ha cresciuto Jeanette, talmente assorbita dalla palude della propria disperazione da attendere con ansia l’Apocalisse, sottoponendo ad un rito violento di esorcismo la figlia adottiva, nel momento in cui la sua identità sessuale inizia a palesarsi. Jeanette, forte di rabbia e determinazione, assetata di voglia di vivere, fugge dall’incubo a soli 16 anni.

Ciò che segue è una corsa di parole e fatti verso l’affermazione personale e la ricerca di fatto femminista di divenire una scrittrice di successo, per dimostrare al mondo che è profondamente ingiusto porre limite al talento ed all’ambizione delle donne che hanno come sogno la letteratura. Dopo tanto lottare per ritagliarsi un pezzo nel mondo, la Winterson capisce di dover poi raccogliere i cocci di quanto si à lasciata alle spalle: rapporti da recuperare, distanze da riaffermare o da cancellare, ricerche da compiere. Dentro di lei è di fatto caduto il velo e si è trovata ancora una volta a dovere fare i conti con un mostro: la parte di se stessa che ha respirato rabbia e che non sa accettare l’amore.

Un libro splendido, per iniziare con la giusta dose d’introspezione questo nuovo anno, rincorrendo insieme alla protagonista i propri ricordi per assicurare al passato un diverso presente, un futuro di autentica felicità.

Buon ascolto e buona lettura

Sandra Simonetti