Parole di terra

gennaio 31, 2016 in Puntate e recensioni

puntata del 4 Febbraio 2016

un libro di Pierre Rabhi,

Un antropologo in Africa, una tribù il cui capo ormai anziano s’interroga sui mali del secolo e una terra riarsa che attende le cure dei suoi figli. Questi gli elementi del racconto messo in piedi dal contadino-filosofo Pierre Rabhi per parlare della tematica – tra le altre – dell’agricoltura biologica, in quello che è un testo semplice volto alla riscoperta dei valori fondamentali dell’esistenza umana.

L’antropologo capisce di non avere fatto abbastanza, di avere guardato solo alla forma, alla ricerca linguistica, prestando poca attenzione al contenuto; torna quindi sui suoi passi e chiede di essere iniziato alle verità degli avi. L’anziano capo, che lo vede come un figlio, decide di fare di più: non gli rivela cioè solo la logica dell’ordine antico – ormai perduto – ma condivide con lui i propri dubbi, nonchè le proprie speranze.

Questo è di fatto il punto principale: “Parole di terra” non tratta solo del problema – dello spopolamento, dell’abbandono di una terra ormai vista come poco fertile e priva di prospettive per il futuro, dell’impoverimento dei valori e di una modernità che ha tradito le speranze degli ultimi – ma propone anche la soluzione. Come dice il sottotitolo, “Dal saccheggio della terra al ritorno della comunità”, la speranza è insita nella riscoperta della relazione.

La relazione umana diventa di fatto l’unico veicolo possibile per trasportare la conoscenza acquisita da una mente all’altra. All’interno di questa conoscenza basata sulla condivisione troviamo la necessità di unire presente e passato, di non dimenticare quanto i secoli ci hanno trasmesso, aggiungendo il ricavato delle scoperte scientifiche. Tutto questo è però possibile solo se riprendiamo a considerare la terra come un’entità alla quale portare rispetto, da nutrire – la ricetta del suo cibo viene descritta con minuzia – e da rivalutare nella sua sacralitá. Insomma, un libro che fa bene a cuore.

Buon ascolto e buona lettura

Sandra Simonetti