Les mangeurs d’étoiles

febbraio 24, 2016 in Puntate e recensioni

puntata del 25 Febbraio 2016,

un libro di Romain Gary,

Romanzo tosto, un po’ datato – l’edizione Gallimard è del 1966 – ma fortissimo e pur sempre attuale. Di Romain Gary avevamo parlato l’estate scorsa: affascinati dalla sua prosa e dalla forza delle sue storie, siamo tornati all’assalto della sua narrativa, scovando un testo che non è mai stato tradotto in italiano, ma che potremmo intitolare così: “I mangiatori di stelle”.

Chi sono questi mangiatori di stelle? Sono gli abitanti autoctoni di un Paese sperduto – e mai citato direttamente per nome – dell’America Centrale / del Sud. Popolazioni indigene da sempre sfruttate, la cui unica via di fuga dalla realtà è sempre stata la masticazione di foglie allucinogene. Metafora tremenda e a ben vedere splendidamente azzeccata del bisogno di evasione da una vita e da un mondo che non ci piacciono.

Con quali foglie stanno in piedi invece i personaggi del romanzo, per la maggior parte stranieri in visita nel Paese sotto invito del dittatore che lo governa? Si nutrono a loro volta delle illusioni più disparate e della ricerca delle magia, del prossimo trucco che li tenga in piedi sino al giorno successivo.

Una ricerca di senso, insomma, in un luogo dove il cielo resta muto ed il mondo sembra dominato dal Male, unica fede cieca del dittatore. Quale speranza – se mai ce n’è una – emerge da queste pagine? Romain Gary descrive con cura la psiche dei suoi personaggi, caratterizzati a puntino e dai tratti esasperati. Ci danno le soddisfazioni maggiori quando tornano in qualche modo umani, rendendo meno ferree le sbarre mentali di cui si sono circondati, chiedendosi fino a che punto il talento di eterno giocoliere faccia dell’uomo l’ombra di se stesso. O solo un’illusione, una manciata di foglie da masticare.

Buona lettura e buon ascolto,

Sandra Simonetti