Lo strano manoscritto trovato in un cilindro di rame

aprile 13, 2016 in Puntate e recensioni

puntata del 14 Aprile 2016

un libro di James De Mille,

Un veliero preso dalla bonaccia, quattro amici stanchi del suo beccheggiare e uno strano oggetto che galleggia a pochi metri di distanza. Siamo sul Falcon, è il 15 Febbraio 1850 e l’avventura sta per cominciare. Lo strano oggetto, ricoperto di alghe e frutti di mare, risulta contenere uno straordinario manoscritto, accompagnato da una lettera.

I quattro amici ne iniziano la lettura, rigorosamente ad alta voce e ancor più rigorosamente interrotta da pause di congetture che mischiano scienza ed immaginazione nel tentativo di valutare se quanto narrato corrisponda o meno al vero. La storia è di fatto tanto inverosimile quanto affascinante: un marinaio inglese, un naufragio e il suo approdare dopo mille peripezie al Polo Sud, su di un continente sconosciuto, ricoperto della flora e della fauna tipiche del carbonifero e popolato da una civiltà sconosciuta. Adam More è approdato presso il popolo dei kosekin, la cui occupazione principale è il desiderare ardentemente la morte.

O meglio, la scala di valori dei kosekin è all’esatto opposto di quella del protagonista, autore del manoscritto. Ospite ma di fatto ostaggio degli adoratori delle tenebre, il marinaio ne registra tutte le caratteristiche principali, nonché i propri molteplici tentativi di sfuggire alle loro amorevoli cure. Perché i kosekin sono fatti così: farebbero di tutto per il bene del prossimo, l’unico problema è che il bene supremo coincide per loro con la fine della vita, l’annientamento della propria ed altrui esistenza terrena, da compiersi secondo regole e rituali ben precisi.

James De Mille, autore poliglotta, non era mai stato pubblicato in Italia fino all’anno scorso; questo è l’unico dei suoi libri ad avere raggiunto il pubblico italofono, a quasi 130 dalla prima pubblicazione. Il risultato, è una storia che ci sembra di avere sentito infinite volte, ma che apre nelle nostre menti squarci d’interroggativi tra le differenti scale di valori che l’umanità può adottare. E anche sulle difficoltà di comprensione e di comunicazione tra rappresentanti di visioni del mondo apparentemente inconciliabili. Non vi sveliamo come va a finire, vi consigliamo di pensare a quest’opera come al romanzo di un secolo ormai lontano, frutto di una mente che trova impossibile l’odio per la vita.

Buona lettura e buon ascolto!

Sandra Simonetti