Ghiaccio-nove

maggio 25, 2016 in Puntate e recensioni

puntata del 26 Maggio 2016

un libro di Kurt Vonnegut,

Un romanzo dei primi anni Sessanta, profondamente distopico, profondamente legato all’era atomica, perfidamente ironico. Kurt Vonnegut fa gelare il sangue al lettore assetato di  fantascienza e figlio del post-Hiroshima.

Un’ecatombe insomma, ecco cosa ti aspetta lettore nel leggere queste pagine; ma non saranno morte e distruzione a farti venire i brividi, bensì la scoperta del cosiddetto ghiaccio-nove, la terribile arma di questo romanzo datato ma per molti versi ancora attuale; la scoperta e gli scienziati alla sua base: siamo tutti discendenti della generazione che ha inventato l’atomica, ce ne siamo dimenticati? Cosa ci aspettiamo dalla scienza?

“Sono un pessimo scienziato. Farei qualsiasi cosa per far star meglio un essere umano, anche se non è scientifica. Nessuno scienziato degno di questo nome direbbe una cosa simile.”

E la verità, dove la colloca Vonnegut tra i suo sfottò e l’apparente discesa verso il surreale? La verità si nasconde forse nello sguardo ancora stupito del bambino che osserva la “cesta del gatto”, il gioco che si fa con le mani ed un elastico e che disegna una ragnatela sospesa tra le dita: che al centro ci sia un gatto, ce lo hanno raccontato quando ci hanno mostrato il gioco per la prima volta. Se al centro ci sia veramente un gatto, abbiamo smesso di chiedercelo.

Tante domande in sospeso, caro lettore. Prima che arrivi il ghiaccio-nove, prima che la scienza c’imprigioni in un mondo che non abbiamo chiesto noi, ma sul quale abbiamo forse smesso di porci validi interrogativi.

 

Buona lettura e buon ascolto,

Sandra Simonetti