Starship Troopers

luglio 21, 2016 in Puntate e recensioni

puntata del 21 Luglio 2016

un libro di Robert A. Heinlein,

La Fanteria spaziale mobile è il corpo cui appartiene Johnnie, il protagonista di “Starship Troopers”, romanzo del 1959. Fare un salto nella fantascienza di quegli anni fa sentire tutti i dubbi, politici e non, partoriti dalla Guerra Fredda.

In questa opera di narrativa che tanto ha ispirato le generazioni successive, Robert A. Heinlein traccia le tappe più importanti della carriera militare di Johnnie – all’anagrafe Juan Rico – arruolatosi in un momento di dubbio al termine degli esami della scuola superiore e che si ritrova, già durante il periodo di ferma di due anni, catapultato in una guerra interstellare.

Le paure, le ansie e le fatiche di Johnnie diventano quelle del lettore. Cosa dunque può lasciare perplessi al termine della lettura? È bene sottolineare alcuni fattori chiave del libro: il forte militarismo, una fantascienza spogliata della meraviglia verso mondi sconosciuti e la discutibile norma di garantire il diritto di voto soltanto ai reduci.

Johnnie in realtà si arruola anche per il desiderio di potere un giorno esprimere la propria opinione politica, ma decide poi di restare a tempo indeterminato nella Fanteria per prendere le stellette, rinunciando così di fatto al diritto di voto; un antieroe quindi? Oggi sceglieremmo probabilmente questo termine, ma all’epoca della stesura e pubblicazione del romanzo, lo scacchiere internazionale era diverso, come pure l’opinione del mainstream americano.

“Starship Troopers” resta un’opera dal fascino indiscusso, uno di quei libri da leggere per confrontarsi con un’idea di democrazia difficilmente condivisibile, che ha come effetto principale il lasciare interrogativi profondi nella mente di chi legge: su cosa basare il diritto di voto? come reagire alle minacce esterne? come guardare allo spazio senza brame di conquista?

 

Buona lettura e buon ascolto,

Sandra Simonetti