La stranezza che ho nella testa

luglio 27, 2016 in Puntate e recensioni

puntata del 28 Luglio 2016

un libro di Orhan Pamuk,

“E non smise mai di abbandonarsi a bizzarre fantasie”, scrive Orhan Pamuk alla fine del primo paragrafo di questo romanzo polifonico. L’autore delle bizzarre fantasie è Mevlut, il protagonista, che ci permette di ripercorrere gli ultimi decenni della vita di Istanbul e delle sue strade.

Innamoratosi degli occhi di una ragazza al matrimonio del cugino, trascorre gli anni di militare aggrappandosi a quel ricordo sfuggevole e scrivendole poetiche lettere d’amore. Per un intrigo e per la fortuna che da sempre riannoda i destini del Bosforo e delle genti d’Anatolia, le sue lettere vengono però recapitate alla seconda delle tre sorelle, che ha occhi meno belli, ma un carattere più affabile. Dopo mesi e mesi di corteggiamento epistolare, i due fuggono una sera di fine inverno; al termine di una lunga corsa, alla luce del furgone che li attende per portarli in salvo da spari, cani e parenti inferociti, Mevlut lancia un’occhiata alla sua bella e si accorge dell’errore. Ma ormai, che fare? Istanbul attende la nuova coppia.

A Mevlut piace dare forma ai propri pensieri camminando per le viuzze e per le piazze della città, soprattutto di notte, quando al grido di “Boo-zaa!” richiama l’attenzione di possibili acquirenti. La boza, retaggio dell’Impero Ottomano, è una bevanda a bassa gradazione alcolica, un tempo venduta unicamente da ambulanti. Macinando chilometri, Mevlut si lascia suggestionare dalle luci e dalle ombre delle case, dalle lapidi dei cimiteri, dalle fontane vecchie di secoli e dai branchi di cani randagi. In quel perenne chiaroscuro, gli pare che i pensieri nascosti tra le pieghe della sua mente possano prendere finalmente forma, placando quella “stranezza” che non lo abbandona mai. In tutta questa stranezza, una certezza finale: la felicità dipende spesso da fattori che non vediamo, nascosti tra le ombre del Bosforo, nei bicchieri di boza e nella stranezza che uno ha nella mente.

Buona lettura e buon ascolto,

Sandra Simonetti