Il tè nel deserto

agosto 18, 2016 in Puntate e recensioni

Puntata del 18 agosto 2016

un libro di Paul Bowles,

Leggere “Il tè nel deserto” è un po’ come sentire la gola che si secca sotto il sole di agosto. Bello, nelle sue descrizioni e nell’altissima capacità introspettiva, mozza il fiato da qualunque punto di vista lo si intenda affrontare; a cominciare dai personaggi, esseri forti della propria insicurezza, caratterialmente scolpiti a colpi di vento del Sahara. Personaggi, insomma, difficili da amare.

Forse, proprio perché non sanno tornare indietro, accettando che l’aver commesso degli errori non è stata di per sé un’esperienza disumanizzante, ma ha invece reso nota la loro parte più fragile: quella che, come la sabbia, pur senza una sua consistenza, dà forma alle dune. Forse, perché ci ripropongono in modo nitido le nostre debolezze, i nostri punti di rottura con il mondo.

Una coppia che non si capisce più: lui rincorre emozioni eternizzanti ed individualizzanti, lei è in perenne ascolto e decifrazione di presunti presagi. Un terzo incomodo e l’Africa magrebina a sahariana. A danzare sulle dune insieme a Port e Kit, la paura di immergersi nella vita sino in fondo; ed a tratti, anche la follia.

“ Il suo essere era un pozzo profondo mille miglia; risalì dalle sue profondità con un senso di infinita tristezza e di abbandono, ma senza alcun ricordo d’avere sognato, salvo quello di una voce senza volto che bisbigliava: “L’anima è la parte più stanca del corpo”. “

Un romanzo che parte dalla, e porta alla, facilità di perdersi, soprattutto nei deserti più desolanti: quelli che ci portiamo dentro. Un libro anche di viaggio, di scoperte esteriori, dove i paesaggi così apparentemente vuoti e monotoni impongono ai protagonisti un girovagare verso l’interno, talvolta quasi a ritroso.

 

Buona lettura e buon ascolto!

Sandra Simonetti