GUARIRE LA GUERRA. Storie che curano le ferite dell’anima

novembre 3, 2016 in Puntate e recensioni

puntata del 3 novembre 2016

un libro di Natale Losi,

La guerra arriva, distrugge, lascia fratture nell’anima delle persone, che spesso hanno il potere di cristallizzarsi in dolore mentale e fisico. Il trauma ed i suoi effetti sono stati a lungo oggetto di studi da parte della comunità internazionale degli psicoterapeuti, apparentemente concordi nell’affrontarli adottando la definizione di PTSD – il disturbo post-traumatico da stress; Natale Losi propone un approccio alternativo, basato sul dialogo e la mediazione culturale.

Ascoltare sembra essere la parola chiave di questo libro; scavare con le parole nel dolore della persona, lasciando che si racconti e che metta lo stesso psicoterapeuta in difficoltà, permettendogli di scendere dal piedistallo per incontrare l’altro sul suo stesso piano. Nasce così il metodo ESN (Etno-Sistemico-Narrativo), che “insiste sul tentativo di riconnettere le comunità con le loro specifiche tradizioni di cura (spesso disperse o sottovalutate), e le incoraggia a rintracciare al loro interno le risposte più adeguate anche alle prove più difficili della propria storia.”

In questo libro, Losi non porta soltanto la sua esperienza in termini medici, ma anche le opinioni maturate nel corso di anni passati a stretto, strettissimo contatto con diverse organizzazioni internazionali. E il quadro che ne emerge è decisamente critico: spesso e volentieri, le cosiddette “zone grigie” presenti in queste realtà, rafforzano la lettura semplicistica e pericolosa di aggressore – vittima – salvatore; un triangolo di definizioni e ruoli che, costantemente rafforzato dai media del mainstream, risulta poi estremamente difficile da scardinare.

La soluzione? Lavorare sui e con gli operatori umanitari, rendendoli coscienti dei fantasmi che popolano anche il loro immaginario, costruendo insieme nuove chiavi di lettura e narrative che permettano di uscire dal circolo vizioso. Si tratta quindi di capire che non esistono traumi uguali e che allo stesso modo, le soluzioni possono essere molteplici e devono partire dall’unicità della persona che si ha di fronte.

“Sul mio lavoro in zone di conflitto, iniziato nel 1993, non ho mai scritto in modo sistematico e, tanto meno, autobiografico. Forse avevo altro da fare; comunque ci vuole del tempo per mettere ordine nel caos che ti procura l’essere coinvolto in una guerra.”

Buona lettura e buon ascolto,

da Sandra Simonetti

PS: all’interno della puntata, in onda oggi pomeriggio alle 17:10 su Radio Voce Camuna (streaming da www.vocecamuna.it) sarà possibile ascoltare un assaggio dell’intervista realizzata da Cesare Casalini a Sarah Jane Morris, in onda in versione integrale questa sera all’interno della trasmissione Titoli di Coda International.