La città interiore

maggio 4, 2017 in Puntate e recensioni

puntata del 4 maggio 2017

un libro di Mauro Covacich,

In viaggio per la realizzazione di un documentario, l’autore si mette alla ricerca del perché e del come da “Kovacich” il nonno paterno divenne un “Covacich”. In questa domanda latente c’è buona parte della storia di Trieste, sospesa tra mondi, lingue ed epoche: una città che forse soltanto un viaggio “interiore” è in grado di rendere meno criptica.

“se son italian, perché me ciamo Covacich?”

Mauro Covacich ce la racconta, a tratti in dialetto e senza pretesa di continuità, balzando piuttosto con il supporto di memoria e scritta e orale da un personaggio all’altro che l’hanno resa celebre, colorando di aneddoti personali la Storia del posto e dei popoli.

“Certo, dimenticare non è sempre facile. Se tu non ricordi, magari è il ricordo che si ricorda di te.”

L’omonimia – a volte evidente, talaltra accennata – fa da chiave e filo conduttore per addentrarsi tra ricordi e parallelismi degli italiani dell’esodo e dei giusti della Risiera di San Sabba: voci spesso dimenticate, cantate in lingue e dialetti diversi ed accomunate da storie di persone e personaggi celebri a volte simili, a volte resi vicini soltanto dalla vita o dal passaggio in questa città… alla fine tanto interiore.

“D’un tratto capisco di non aver compiuto una corsa sul posto, ma anzi di essermi allontanato moltissimo”

Del libro parliamo oggi pomeriggio h17 su Radio Voce Camuna (streaming disponibile dal sito della radio); il podcast della puntata verrà caricato domattina su quest’altra pagina. Buona lettura e buon ascolto!

Sandra Simonetti