Il Gattopardo

maggio 18, 2017 in Puntate e recensioni

puntata del 18 maggio 2017

un libro di Tomasi di Lampedusa,

Il Gattopardo è una storia di tempo, oltre che di luogo. Della Sicilia sonnolente dell’Ottocento – colonia da 25 secoli – si parla in lungo e in largo, ma se il resoconto amaro che ne viene dato è possibile, è proprio grazie alla dimensione temporale. Il tempo, statico e dinamico insieme, fa da contorno e getta luce sulle modalità con le quali l’Unità d’Italia prese piede.

“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.”

Il Gattopardo – unico romanzo di Tomasi di Lampedusa – offre uno spaccato di come la vita della classe dominante subì uno scossone tale da farla vacillare. Le scosse furono dapprima lievi, qualche onda in più nello specchio del mare, tanto da fare nascere l’idea che un capovolgimento totale della situazione avrebbe consentito ai nobili di mantenere il potere. Sarebbe stato ancora una volta il tempo a palesare il vero terremoto del cambiamento di vita, avvertito interiormente e descritto dalla voce analitica del Gattopardo, il Principe di Salina.

“Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra.”

Uomo illustre e dalla corporatura imponente, il principe ricorda il felino emblema della sua casata anche nelle movenze, oltre che nell’acutezza di pensiero. Appassionato di matematica ed astronomia, egli studia le stelle remote, rientrando di diritto – di nascita – nella schiera di quanti si possono permettere un distacco freddo dal tempo del quotidiano. Così non è, o non è destinato ad essere in eterno, come dimostrato poi dalle conseguenze delle azioni di Garibaldi.

“L’attimo durò cinque minuti; poi la porta si aprì ed entrò Angelica. La prima impressione fu di abbagliata sorpresa.”

Nel frattempo adolescenti s’innamorano, bellezze si svelano, nozze si preparano e gelosie si tessono, sullo sfondo di palazzi dalle mille stanze e della campagna riarsa dal sole cocente. Angelica e Tancredi, coppia di campioni delle rispettive classi, viene incoraggiata dal principe, quando ancora la morte appare un concetto e non una donna velata alla stazione, qualcosa di freddo e distante da poter corteggiare tra le sue stelle attraverso il cannocchiale di casa Salina.

“non sono i latifondi e i diritti feudali a fare il nobile, ma le differenze.”

Del libro parliamo oggi pomeriggio alle h17 su Radio Voce Camuna (streaming dal sito della radio), mentre il podcast della puntata sarà disponibile da domattina su quest’altra pagina. Buona lettura e buon ascolto,

Sandra Simonetti