La vita accanto

giugno 1, 2017 in Puntate e recensioni

puntata del primo giugno 2017

un libro di Mariapia Veladiano,

Essere brutta è così drammatico? Pare di sì, e la gravità della condizione è direttamente proporzionale al grado di bruttezza e ai silenzi in famiglia. Almeno, questo è quanto ci racconta Rebecca, protagonista del romanzo che narra in prima persona le proprie difficoltà a vivere in un mondo d’ipocrisie.

“Una donna brutta non sa dire i propri desideri. Conosce solo quelli che può permettersi.”

Nata da una famiglia abbiente di Vicenza, di Rebecca si conosce il nome solo in una parte avanzata della narrazione, come a dire che prendere coscienza di se stessa in quanto persona e non solo come “peso” per gli altri le è costato tempo e fatica. Non solo, ma anche una forte intelligenza e una buona dose di empatia, che nel corso della sua storia le permettono di mettere la comprensione davanti all’odio.

“L’odio è un sentimento che non so. L’odio è per chi non capisce.”

E di motivi per odiare il prossimo, la piccola – poi grande, premurosa e consapevole – Rebecca ne avrebbe avuti a iosa: una madre chiusa nel mutismo dalla sua nascita, un suicidio in famiglia, un padre silenzioso ed assente ed una zia dall’indole impetuosa quanto inaffidabile. Per fortuna, negli anni Rebecca incontra anche personaggi positivi: l’amica Lucilla, la governante Maddalena, la maestra Adelina e soprattutto la signora del pianoforte… Perché se c’è qualcosa che può riscattare questa creatura dalla propria infelicità e dai malcelati problemi dei “belli” è la musica!

“La musica la trasforma, la rende… bella. Lei fa piangere quando suona!”

Del romanzo parliamo oggi pomeriggio alle h17 su Radio Voce Camuna (streaming disponibile dal sito della radio); il podcast della puntata verrà caricato domattina su quest’altra pagina. Buona lettura e buon ascolto!

Sandra Simonetti