La compagnia delle anime finte

giugno 15, 2017 in Puntate e recensioni

puntata del 15 giugno 2017

un libro di Wanda Marasco,

Rosa inizia la narrazione dalla fine, ovvero dalla morte della madre. Nella stanza dove Vincenzina è appena spirata la narratrice fa entrare le anime della storia così com’è stata – o come lei se la ricorda – sin qui. Come un continuo cambio di scene teatrali, luci e ombre si alternano, illustrando le vicende della famiglia della protagonista e tutte le sue miserie.

“Le storie usciranno dalla carne perché devono inoltrarsi tra una creatura e l’altra come una restituzione e un agguato.”

Sullo sfondo resta Napoli, di vicolo in vicolo e uscio in uscio, di torre in strada, di colle al mare, fino ad addentrarsi nel suo ventre sotterraneo, dove giacciono i ricordi abbandonati da chi non c’è più. La gente arriva e sosta nel racconto di Rosa, che ne immortala i chiaroscuri di debolezze e viltà uniti alle tinte fosche della povertà dell’animo.

“La gente spariva nella vertigine di una luce spietata che doveva svelare coscienza e debolezze.”

Il desiderio di raccontare le storie – in particolar modo quelle declinate al femminile – si fa sempre più acuto con il crescere dell’età e del grado d’incomprensione che ammanta i personaggi del romanzo. Rosa ricerca allora le tracce del suo stesso guasto e della stessa gloria sulla pelle dei vicini di casa, dopo che la madre l’ha portata di salottino in salottino a praticar con lei l’usura.

“Ma’, mi senti? Questo è il racconto che stava sulla terra da prima che io nascessi. Sto provando a metterci dentro tutte le anime recitanti. Fino alla fine, ma’, come un drammaturgo che non si arrende”

Del libro – nella Cinquina dei finalisti del Premio Strega 2017 – parliamo oggi pomeriggio alle h17 su Radio Voce Camuna (per lo streaming: www.vocecamuna.it), mentre il podcast della puntata sarà disponibile da domattina su quest’altra pagina. Buona lettura e buon ascolto,

Sandra Simonetti