Un’educazione milanese

agosto 17, 2017 in Puntate e recensioni

puntata del 17 agosto 2017,

un libro di Alberto Rollo, 

È possibile raccontare una città? Descriverne i cambiamenti, le contraddizioni interiori e riuscire anche a coglierne l’animo – mutevole pure quello? Alberto Rollo racconta Milano, dove Milano stessa fatica a raccontarsi e pone come sostrato la propria vita. Ne esce un libro intenso e liquido di ricordi: il romanzo di una generazione.

“Si tratta di scegliere dove mettersi, per guardare una città.”

Trarremmo il lettore in inganno se dicessimo che “Un’educazione milanese” parla “solo” di Milano e dei ragazzi nati negli anni Cinquanta: faremmo un errore, perché non diremmo di quanto quell'”educazione” nel titolo conti. Rollo punta l’attenzione su infanzia ed adolescenza – sua e del gruppo di amici che lo hanno accompagnato – perché implicano una mente ancora malleabile, sulla quale paesaggi di cemento, officine proletarie, cantieri e ferrovie potevano ancora contribuire a creare una forma.

“Una città educa fino a quando l’età permette di essere educati.”

La trasformazione del topos cittadino viaggia di pari passo con il cambiamento dei luoghi interiori, che su futuro ed idealismi hanno messo un punto di domanda. E se per ogni scorrere si pone una cesura, la morte dell’amico Marco scatena una scossa sommessa nell’animo dell’io narrante; scossa di lacerazione, trapasso e ripensamento dell’ambiente cittadino.

“Ho conosciuto la mia città camminando. Ho fatto camminate estenuanti. Chilometri e chilometri con il semplice intento di vedere.”

Del libro parliamo oggi pomeriggio alle h17 su Radio Voce Camuna (streaming dal sito della radio): domattina sarà disponibile il podcast su quest’altra pagina. Buona lettura e buon ascolto,

Sandra Simonetti