Nei mari estremi

febbraio 8, 2018 in Puntate e recensioni

 

puntata dell’8 febbraio 2018

un libro di Lalla Romano,

Come si racconta l’assenza, il progressivo scomparire della persona che più c’è vicina? Come la vita forse è un viaggio, allora anche l’ultima dipartita è uno scivolare svelto oltre il limite del mare più lontano… Lalla Romano lo descrive con parole d’incomparabile bellezza.

“Per me, “nei mari estremi” non è dunque un’espressione geografica, ma poetica.”

Non ci sono solo la scomparsa in questo libro diviso in due (in realtà in tre) parti: c’è sì la malattia con lo scolorirsi dei giorni che per assurdo subiscono la dilatazione del tempo, ma c’è anche un primo momento (lungo quattro anni, come quattro sono i mesi finali, o come le stagioni e la suddivisione del vissuto) di prima gioia. La Romano apre il libro autobiografico partendo dall’ultima parte che ha scritto: i primi felici momenti della storia con Cenzo, destinato a divenire il compagno di sempre (sino alla morte nel 1984… o forse oltre).

“Lì avvenne il nostro primo bacio: improvviso. Fu dolce, non travolgente; un po’ solenne, forse, e non del tutto a nostra insaputa.”

La scrittura diventa fonte di trasfigurazione, restituendo dignità ad una realtà descritta per istanti: frammenti di vita circondati dal bianco muto della pagina, isolati da tutto il resto che la memoria non ha registrato, oppure che la penna ha semplicemente scelto di non raccontare. C’è spazio – arioso, pure nel dolore – per tutte le vicende del quotidiano, per le piccolezze eternizzate, senza mai cadere nell’auto-commiserazione.

“C’era malinconia nella gioia, come è giusto; e non era follia, era saggezza.”

Del libro parliamo oggi alle h17 su Radio Voce Camuna (streaming dal sito della radio), mentre il podcast della puntata sarà disponibile da domani su quest’altra pagina. Buona lettura e buon ascolto,

Sandra Simonetti

PS: se vi siete persi il video teaser della puntata dal Lago di Lova (Borno, BS), lo trovate qui.