La Sonata a Kreutzer

aprile 26, 2018 in Puntate e recensioni

puntata del 26 aprile 2018

Un libro di Lev Tolstoj,

Quante volte abbiamo legato l’amore ad una canzone? I moti che nell’animo la musica smuove sono pressoché infiniti: gioia, dolore, desiderio, ma anche gelosia. “La Sonata a Kreutzer”, suonata al piano dalla moglie con accanto un violinista, sarà la colonna sonora della rabbia e della paura nel cuore del protagonista di questo breve romanzo russo di fine Ottocento.

“La belva furibonda della gelosia ha preso a ruggire nella sua tana, e voleva balzarne fuori.”

Tolstoj non lesina i dettagli: dalle scarpe tolte prima di compiere il delitto, alla descrizione della vittima nei giorni immediatamente antecedenti. Il tutto ce lo dobbiamo immaginare raccontato nella (perfetta) cornice narrativa, ovvero il treno: di notte, reso da una voce rotta, su una carrozza che progressivamente si svuota e con la candela che lentamente si consuma.

“Allora se vuole le racconterò in che modo, per colpa di quest’amore, sono finito dove sono finito.”

Se la gelosia è un tema forte, ancora più forti e singolari sono le conclusioni cui è giunto il protagonista nel tracciare il percorso della propria storia e di che cosa l’abbia negli anni indotto a coltivare dentro questo sentimento. Di amore carnale, desiderio (forse anche, in un qualche modo, di erotismo) si parla: con il punto di vista di un celebre e contestato autore, le cui riflessioni pubblicate nel lontano 1890 sembrano sì distanti anni luce dalle nostre di oggi, ma proprio per questo offrono interessanti spunti di confronto.

“<<Sì, perdonatemi>> ripeté la stessa parola con cui aveva concluso il suo racconto.”

Del libro parliamo OGGI alle h17 su Radio Voce Camuna (streaming disponibile dal sito della radio), mentre il podcast della trasmissione verrà caricato domani su quest’altra pagina. Buona lettura e buon ascolto,

Sandra Simonetti

PS: se vi siete persi il video teaser con gli auguri per il 25 aprile, lo potete trovare qui.