Furore

giugno 14, 2018 in Puntate e recensioni

puntata del 14 giugno 2018

un libro di John Steinbeck,

Un grande classico che parla di sete di giustizia, per festeggiare insieme le (prime) 300 puntate della nostra trasmissione, LibraioVoce! Se il programma prosegue da oltre 6 anni immergendosi in un libro alla settimana, è grazie alla tenacia che ci trasmettete voi, in modo simile e differente all’attaccamento alla vita della famiglia Joad, protagonista di questo grande romanzo di Steinbeck che abbiamo scelto per festeggiare insieme il nostro piccolo-grande traguardo…

“Com’è possibile vivere senza le cose che sono la nostra vita? Spogli del nostro passato non ci riconosciamo.”

I Joad sono costretti ad abbandonare la propria terra e a lasciare tutto alla volta di un mondo sconosciuto: la California. È impressionante leggere e ritrovare in un libro ambientato negli anni Trenta (“Furore” esce per la prima volta nell’aprile del 1939) le stesse dinamiche dei soprusi cui ancora assistiamo oggi. Ondate di famiglie che lasciano casa e averi alla ricerca di un futuro (non tanto di un “futuro migliore”, quanto proprio della possibilità stessa di sopravvivere). È bello scoprire come lungo la strada persone provenienti da luoghi diversi si scoprano parte dello stesso viaggio, accomunati dalla miseria, dalla speranza e dallo stesso fuoco attorno al quale arrostire le poche salsicce.

“C’è ben poca differenza tra questa trattrice e il carro armato. Entrambi spaventano ledono calpestano le masse. E questo è un pensiero che merita riflessione.”

Furore” è anche la rabbia che sobbolle e fermenta, di fronte alla quale il lettore è chiamato a prendere parte: vuole che si dissolva riassorbita dall’arida terra, oppure che infine scoppi e ricada come acqua sui campi arati da macchine e non più da uomini? È forse questo il punto di domanda con il quale si torna a casa dopo la lettura (intensa, lunga, mai scontata nonostante si tratti di dinamiche che negli anni abbiamo studiato, sentito, forse anche in minor misura sperimentato). Siamo tutti sul carro dei Joad, viaggiando ed incespicando con i vestiti bagnati; siamo tutti alla ricerca di spiegazioni che il narratore fornisce un po’ intramezzate ai discorsi dei personaggi, un po’ lasciate ai capitoletti di cornice narrativa che alla narrazione vera e propria si alternano. Sentiamo – o possiamo sentire dentro – tutti la stessa rabbia, lo stesso furore, consci che è una reazione umana-sociale-animale. E che da lì si può anche partire per mettere un piede davanti all’altro e continuare, verso nuove mete…

“Non sarebbe mai venuta la fine finché la paura si fosse tramutata in furore.”

Del romanzo parliamo OGGI (giovedì 14 giugno) su Radio Voce Camuna (l’ascolto via streaming è possibile dal sito della radio), mentre il podcast della puntata sarà caricato domani su quest’altra pagina. Buona lettura e buon ascolto,

Sandra Simonetti

PS: qui il video teaser della puntata!