Il bacio della donna ragno

dicembre 3, 2014 in Puntate e recensioni

puntata del 4 dicembre 2014

un libro di Manuel Puig

Una trama semplice, uno stile scorrevole, un romanzo (quasi) tutto giocato sul dialogo e sul flusso di coscienza. Nel suo quarto libro, Manuel Puig ci accompagna nell’Argentina del 1974 e ci mette dietro le sbarre. Ignari della nostra presenza, due carcerati passano le serate raccontandosi trame di film; Valentin (26) e Molina (37) non potrebbero essere più diversi fra loro: lettore accanito, attivista politico il primo; omosessuale e innamorato della bellezza del cinema il secondo. Ad unirli, molto più della galera.

Entrando nella quotidianità dei due reclusi il lettore pare vivere solo in funzione di essi e delle loro conversazioni: nemmeno il narratore è a conoscenza di ogni loro segreto, di ogni loro ambizione, lasciandoli liberi d’agire in quella sorta di libertà vigilata che il sistema repressivo concede loro. Scambiandosi opinioni su inquadrature, attrici e costumi, Valentin e Molina iniziano a togliere il velo dalle proprie vicende personali: discutendo insieme delle trame di Hollywood, i due si trovano a parlare di massimi sistemi, società, ideali e speranze. Futuro, passato, memoria. Persone che entrano ed escono dalle rispettive vite. Aspettative ed eventuali rimpianti.

Romanzo da cui sono stati tratti uno spettacolo teatrale ed un film, “Il bacio della donna ragno” ci autorizza a chiederci quali relazioni umane siano davvero libere e in quali momenti l’uomo sia autorizzato a vestire liberamente i propri panni. Una ragnatela di vicende e piani narrativi che si sovrappongono, sino a catturare il lettore al centro del palco – pardon! – della cella; in una trama che prosegue all’infinito, anche al di fuori delle mura del carcere.

“Che mi dispiace perché mi sono affezionato ai personaggi. E adesso è finito, ed è come se fossero morti.”

Buona lettura!

Sandra Simonetti