L’hiver de la culture

aprile 1, 2015 in Puntate e recensioni

puntata del 2 Aprile 2015

un libro di Jean Clair,

Esiste ancora la “cultura”, in quanto “culto” basato su elementi concreti, oppure è davvero andata in letargo, durante un lungo inverno privo di punti di riferimento? Se lo domanda l’autore di “L’hiver de la culture”, ovvero Jean Clair: già curatore di musei, personalità di spicco della scena culturale francese.

Con sguardo profondamente critico, Clair ci porta per mano attraverso una breve ma intensa analisi critica della società strutturata attorno al culto del museo, topos di fatto snaturato che non riesce a trovare una risposta alla domanda circa la necessità e la finalità della propria esistenza. Il museo come elemento di conservazione di una società malata, le cui opere artistiche sono divenute profanate repliche di reliquie, basate su urina e “merda d’artista”. E mentre si è perso il senso della Bellezza è lo Stato stesso a promulgare questo tipo di arte secondo i cui assunti tutti siamo artisti.

Ne sono di fatto condizionate la visione e la natura dell’uomo, individuo divenuto “totale” se non proprio “totalitario” nel ritenersi figlio dell’Arte, in grado di produrre opere solo attraverso una presunta ispirazione priva di formazione e di approfondimento.

Stato, mercanti d’arte, istituzioni museali, ma anche spettatori: tutti vengono coinvolti in questa carrellata di critiche di fatto pubblicate con un pensiero (espresso alla fine del saggio breve), una dedica destinata a tutti quegli artisti autentici che le errate politiche artistiche hanno negli ultimi anni scartato e soffocato. Siamo tutti partecipi e vittime di questo lungo inverno della cultura, che lascia pochi barlumi di speranza circa una rinascita, basati come siamo sull’esaltazione artistica del disgusto, fondati con i piedi nel cemento di una società che volendo conservare opere di fatto decontestualizzate (e quindi desacralizzate) una volta portate al museo, produce in simultanea e con atteggiamento schizofrenico urbanistica dedicata a costruzioni pensate per essere realizzate ed abbattute nel giro di poco.

Il Libraio non ce l’ha fatta a vedere la cultura come unicamente imbevuta d’inverno: all’interno della puntata ne sottolineeremo la follìa tramite “Mica Van Gogh” (grazie CAPAREZZA), ma anche la primavera, tramite le giornate del FAI e qualche altra bella notizia!

Buon ascolto e buona lettura con #ilLibraioRVC!

Sandra