Lettura profana dei conflitti in Medio Oriente

giugno 10, 2015 in Puntate e recensioni

puntata dell’11 maggio 2015

 

un libro di Georges Corm,

Cosa c’entra la religione con i conflitti? E perché gira che ti rigira si cade sempre sul Medio Oriente? In questo saggio dal ritmo logico e preciso, Georges Corm illustra la sua tesi su come la propaganda del post Guerra Fredda abbia modificato la nostra percezione del mondo, imponendo una lettura di carattere religioso.

Così, ci siamo ritrovati a parlare di un “ritorno del religioso”, quando invece le religioni hanno vissuto al massimo un’involuzione, frutto di interpretazioni esegetiche più strette. Il religioso, fa notare l’autore, non è diventato più importante rispetto al periodo della Guerra Fredda; è stato semplicemente preso come scusa comoda per giustificare i conflitti dagli anni Novanta in poi, mascherandone le cause profondamente materiali.

Ma si sa, è più facile buttarla sull’etnico, sull’antropologico e sulla religione per celare motivazioni di carattere demografico, storico e geografico. Chi ci perde da questa visione semplicistica e riduttiva che quando racconta la Storia la tagliuzza a proprio piacimento? Ci perde la nostra comprensione della politica internazionale, ci perde chi spera nella pace – dato che dare la colpa alle religioni non fa altro che fomentare ulteriormente il conflitto – e ci perde la religione stessa, strumentalizzata dal potere politico.

Come uscire dall‘impasse? La risposta dell’autore ci riporta ai valori dei Lumi, della Rivoluzione Francese e dello Stato laico.

Buona lettura e buon ascolto!

Sandra Simonetti